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mercoledì 14 settembre 2016

4 Febbraio 2016: di idrovia.. ne parlavamo così! Avanti tutta!

L'idrovia Padova-mare prende forma!
(articolo redatto, a nome dei Comitati uniti per l'idrovia Padova-mare, da Martino Emanuele, Danilo Franceschin, Marino Zamboni. Autore della bellissima foto Martino Emanuele).
Solo venti mesi fa l’ipotesi di trovarci vicini al momento di discutere la progettazione, seppur preliminare, sarebbe sembrata fantascienza. Le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici politici regionali, hanno di fatto modificato gli orientamenti della politica, che oggi appaiono maggiormente vicini alle esigenze del nostro territorio. L’impressione è che, dopo molti anni dove si consideravano “motore di sviluppo” strade e cemento, (molto spesso rivelatesi inutili od addirittura dannosi), oggi si preferiscano, finalmente, le opere di mitigazione, manutenzione e miglioramento ambientale del territorio.
Il progetto dell’Idrovia Padova-mare rispecchia questo positivo cambio di rotta. Il contributo determinante è stato dato dalle Amministrazioni locali delle provincie di Padova e Venezia, dai cittadini e dai comitati, che hanno in più occasioni richiesto il completamento di un’opera oggettivamente utile per l’economia e la sicurezza dei territori escludendo, quindi, camionabili, ferrovie, elettrodotti.
Il percorso di progettazione è lungo, dal momento che prevede, oltre alla progettazione preliminare (che vedrà la luce l’8 marzo), anche la progettazione definitiva ed esecutiva.(in basso scopo preciso delle varie fasi di progettazione)
Il completamento di queste tre fasi (oltre alle autorizzazioni ambientali, gli eventuali ricorsi ed approfondimenti), è previsto dall’Autorità di bacino, nel piano redatto, entro il 2021. Il relativo documento, nella sua forma definitiva, non prevede programmazioni successive al 2021; fra l’altro non contemplate dal piano né tanto meno valutate dalla Commissione Europea (i nostri comitati avevamo evidenziato si sarebbe trattato di mere ipotesi, poco attendibili anche dal punto di vista degli stanziamenti).
Il documento, che verrà inviato alla commissione Europea dopo l’approvazione nazionale entro il prossimo 22 marzo, contiene il preciso impegno previsto nella somma di 5 milioni di euro. Si può affermare con una certa serenità che questo impegno, condiviso con la Commissione Europea, rappresenti il "punto di non ritorno", quindi la fondata e concreta possibilità di realizzazione dell’opera; dal momento che l’utilità del completamento dell’Idrovia per la gestione delle piene del bacino Brenta-Bacchiglione, già confermata dagli studi del professor d’Alpaos e dall’inserimento nelle opere fondamentali dopo l’evento alluvionale del 2010, viene stabilita in un Piano organico di opere, il Piano per la Gestione da Rischio Alluvioni, che ha funzione non solo di risposta “emergenziale” ma in funzione di programmazione e pianificazione delle opere necessarie.
Il riferimento di costo dell’idrovia è lo studio di fattibilità, risalente al settembre 2012, che indica in 534 milioni di euro il completamento dell’opera secondo la scelta (fra le 3 possibili), di navigabilità in V^ classe-europea con funzione di scolmatore di 350 mc/sec.
Ora attendiamo i risultati della progettazione preliminare, tra cui la conferma - o meno- del costo, che dipende in buona parte dalle soluzioni tecniche che verranno adottate e dalla possibilità di riutilizzo dei manufatti oggi già esistenti (13 ponti stradali ed uno ferroviario, 2 conche di navigazione oltre che gli oltre 10 km già scavati, su 27 complessivi). Speriamo si riesca a contenere il costo ma soprattutto si propongano soluzioni ai problemi ambientali (salvaguardia idraulica dei territori assieme alle laminazioni nel vicentino, risoluzione e gestione del nodo idraulico del Novissimo e salvaguardia dei territori di Mira, ossigenazione e gestione dei sedimenti in laguna, bacino d’acqua per i momenti di siccità, navigazione commerciale con beneficio nella riduzione della CO2).
In qualsiasi caso i nostri comitati non si accontenteranno di compromessi, (siano essi di progettazione, qualitativi, ambientali) e chiederanno, in ogni sede istituzionale ed in ogni momento di confronto, la reale partecipazione alle scelte progettuali.
Lo faremo, convinti dell’importanza della condivisione del tema, sempre a fianco degli amministratori locali.
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Lo scopo preciso delle varie fasi di progettazione:
-. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, anche con riferimento ai profili ambientali e all'utilizzo dei materiali provenienti dalle attività di riuso e riciclaggio, della sua fattibilità amministrativa e tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di prima approssimazione, dei costi, da determinare in relazione ai benefici previsti, nonché in schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare; il progetto preliminare dovrà, inoltre consentire l'avvio della procedura espropriativa.
-. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni. Esso consiste in una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali e delle caratteristiche dei materiali prescelti e dell'inserimento delle opere sul territorio; nello studio di impatto ambientale ove previsto; in disegni generali nelle opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, e delle soluzioni architettoniche, delle superfici e dei volumi da realizzare, compresi quelli per l'individuazione del tipo di fondazione; negli studi e indagini preliminari occorrenti con riguardo alla natura e alle caratteristiche dell'opera; nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti; in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali, tecnici ed economici previsti in progetto nonché in un computo metrico estimativo. Gli studi e le indagini occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico, sismico, agronomico, biologico, chimico, i rilievi e i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo.
-. Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. In particolare il progetto è costituito dall'insieme delle relazioni, dei calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti e degli elaborati grafici nelle scale adeguate, compresi gli eventuali particolari costruttivi, dal capitolato speciale di appalto, prestazionale o descrittivo, dal computo metrico estimativo e dall'elenco dei prezzi unitari. Esso è redatto sulla base degli studi e delle indagini compiuti nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi e indagini, di dettaglio o di verifica delle ipotesi progettuali, che risultino necessari e sulla base di rilievi planoaltimetrici, di misurazioni e picchettazioni, di rilievi della rete dei servizi del sottosuolo. Il progetto esecutivo deve essere altresì corredato da apposito piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti da redigersi nei termini, con le modalità i contenuti, i tempi e la gradualità stabiliti dal regolamento


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