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giovedì 3 novembre 2016

Le attività di Brenta Sicuro dal punto di vista di uno studente

Mi chiamo Nicola, sono membro di Brenta Sicuro da pochi mesi, e sono iscritto al secondo anno di Università. Fin da subito, ho apprezzato l'ambiente concreto e sincero che creano le persone che formano questo Comitato. Temevo che, svolgendo il proprio lavoro parallelamente al mondo politico, il Comitato fosse influenzato da partiti o movimenti, e di conseguenza fosse più un insieme di chiacchiere grossolane che di interventi pratici per il ripristino della messa in sicurezza del nostro territorio.
Tuttavia, a smentire le mie paure, ci ha pensato senza timore il calendario degli appuntamenti. In poco meno di due mesi abbiamo organizzato, con l'aiuto dei diversi comuni del Veneziano e del Padovano, sopralluoghi in campo e serate a tema sulla sicurezza idraulica, non solo limitandoci ad esporre il tema ma anche invitando diversi testimoni e docenti universitari; decine di chilometri le distanze che abbiamo battuto a tappeto tutti insieme, armati di scarponi, di sacchi e di guanti, raccogliendo dal più ingombrante dei rifiuti al minimo pezzo di plastica abbandonato lungo argini, strade e scoli secondari. Tonnellate i rifiuti raccolti con le nostre mani (nessuno strumento particolarmente sofisticato è necessario) e poi spediti agli eco-centri delle diverse amministrazioni, come potrebbe agilmente e gratuitamente fare ciascuno di noi. Non c'è bisogno di muovere l'auto o il furgone per deporre i rifiuti lungo gli argini o piazzole isolate. Basta recarsi all'eco-centro di riferimento, che è finanziato direttamente dalle tasse già pagate (TARI) obbligatoriamente da ciascun cittadino. Non esiste un motivo abbastanza valido per abbandonare lattine, bottiglie in vetro, in plastica, televisori, estintori, pneumatici, rifiuti edili e tanto altro ancora può essere citato.
Molti dei rifiuti che abbiamo raccolto sono di materiale plastico non biodegradabile, per cui secondo me, un modo intelligente di salvaguardare l'ambiente potrebbe essere l'obbligare, tramite decreti legge immediati, i grandi industriali della plastica ad abbandonare le materie di sintesi che non possono essere scomposte dai microorganismi presenti nella lettiera, favorendo la commercializzazione delle plastiche in amido, le così dette Mater-Bi (presenti nei comuni sacchetti dell'umido).
In queste giornate di raccolta, mi sono reso conto che il senso di non-civiltà di alcuni di noi, che oltre ad ignorare i danni alla salute causati dai rifiuti dispersi da loro per l'ambiente, è accompagnato da un profondo disinteresse per i soldi che versano ogni anno in tasse. Piccolo indizio per le amministrazioni locali a sostenere più campagne informative durante il corso dell'anno, magari incentivate con premi o detrazioni fiscali ai cittadini che meglio si comportano nei confronti del nostro ambiente.
In conclusione, vi invito a seguire le nostre attività in questo blog e nella pagina facebook di Brenta Sicuro, poiché possiamo ridiscutere insieme la programmazione dei blitz ambientali.

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