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domenica 20 gennaio 2019

Aggiornamento del piano per il recupero geologico e ambientale della Laguna di Venezia


Datati ma molto importanti i dati presenti nel documento in allegato. Nel 2012 il Ministero per l'Ambiente ha messo nero su bianco e sottoscritto, l'importanza dell'idrovia per l'apporto di sedimenti in laguna (pagg. 20 e 21) su proposta del Magistrato delle Acque.



Aggiornamento del piano per il recupero geologico e ambientale della Laguna di Venezia

venerdì 21 dicembre 2018

Anche Albignasego firma la mozione per il completamento Idrovia

Ieri sera in Consiglio Comunale è passata, con voto unanime, la mozione per il completamento dell'Idrovia Padova - Mare.
La proposta, presentata dall'Assessore Maurizio Falasco in concomitanza con il nostro Comitato e il circolo Legambiente di Albignasego, ha ottenuto il pieno consenso di tutti i presenti. Il voto di Albignasego è importante poiché si aggiunge ai già 30 comuni favorevoli al completamento dell'Idrovia Padova - Mare.







Approfondimento: PadovaToday

lunedì 17 dicembre 2018

Anche Pianiga approva la mozione per il completamento dell’idrovia

Durante il Consiglio Comunale del Comune di Pianiga è stata approvata con larga maggioranza la mozione presentata dal Comitato Comunale Brenta Sicuro per il completamento dell'Idrovia Padova - Venezia.


Articolo completo su "Il Sesante News"

venerdì 16 settembre 2016

Dissesto idrogeologico, 100 milioni del fondo progetti per intervenire subito nelle aree urbane


Riportiamo quanto pubblicato da InSic.it - il sito italiano per i professionisti della sicurezza - sullo stanziamento di 100 milioni che serviranno al Paese per mettere in sicurezza le zone ad alto rischio idraulico ed idrogeologico. Di seguito sono spiegati i principali articoli che compongono il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Clicca qui per andare al testo completo del decreto, o scorri la pagina per conoscerne le generalità.

Il DPCM del 14 luglio 2016 indica le modalità di funzionamento del «Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico», istituito con legge 28 dicembre 2015, n. 221 al fine di consentire la celere predisposizione del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico.
Ne regola finalità, beneficiari e accesso ai fondi, nonché il Monitoraggio dei progetti finanziati.
Beneficiari e finalità del FondoIl Fondo, da istituire presso il Ministero Ambiente, è diretto a favorire l'efficace avanzamento delleattività progettuali delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e provvederà a rendere le stesse immediatamente cantierabili (art.1). Il finanziamento sarà concesso dietro presentazione diun progetto esecutivo previsto per l'avvio delle procedure di affidamento dei lavori attraverso l'elaborazione, anche non esplicita, dei livelli di progettazione inferiori.
Ne saranno beneficiari (art.2) i Presidenti delle regioni, in qualità di commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico; non sono ammessi al finanziamento gli incarichi di progettazione già conferiti e le spese per rilievi e indagini appaltati anteriormente alla data di assegnazione dei fondi.

Accesso al FondoQuanto all'accesso ai fondi (art.3), le risorse saranno allocate su base regionale attraverso graduatorie di progettazione di interventi (una graduatoria/elenco per regione) sino alla concorrenza delle somme attribuite a ciascuna regione sulla base dei criteri di riparto stabiliti con successivo DPCM. In via prioritaria sono finanziate le progettazioni degli interventi inseriti nelle tabelle C e D del "Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni", di cui al DPCM 15 settembre 2015, ivi compresi gli incarichi di progettazione già conferiti a far data dal 15 settembre 2015.
Gli ulteriori interventi per i quali il «Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico» finanzia la progettazione saranno selezionati tra quelli inseriti nel data-base on lineReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo), a cura delle regioni e province autonome o dei soggetti dalle stesse accreditati.
Prevista una Verifica di ammissibilità (art.4) secondo le procedure previste dall'Allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015 relativo alla «Individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico».
Si precisa (art. 4.4) che le risorse saranno prioritariamente destinate alla progettazione degli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. Gli interventi contro il dissesto idrogeologico non possono prevedere opere accessorie (art.4.5)

Entità del Fondo ed erogazioneIl finanziamento concesso per la redazione del progetto esecutivo è determinato, in relazione alla tipologia dell'intervento, in base alle percentuali riportate nell'Allegato 1 al DPCM 14/7/2016, applicate all'importo complessivo dell'intervento costituito dalla somma dell'importo dei lavori e degli oneri della sicurezza e delle somme a disposizione della stazione appaltante. L'erogazione del finanziamento avverrà in tre tranches (definite all'art.6.2): la prima quota pari al 26% è trasferita all'atto dell'assegnazione del finanziamento; la seconda pari al 47% è trasferita dopo il completo inserimento dei dati dei singoli interventi nel Sistema di Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze; l'ultima quota, pari al saldo della spesa sostenuta e comunque non superiore al 27% del valore complessivo del finanziamento, è trasferita previa certificazione della spesa sostenuta nel sistema di monitoraggio unitario sopra richiamato pari al 75% del valore della seconda quota.

MonitoraggioIl Sistema di Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia è deputato al monitoraggio della progettazione degli interventi (art.7). La trasmissione dei dati viene effettuata attraverso il sistema SGP (Sistema Gestione Progetti) e le informazioni così acquisite saranno rese disponibili al sistema ReNDiS attraverso un adeguato protocollo di colloquio telematico.



mercoledì 14 settembre 2016

4 Febbraio 2016: di idrovia.. ne parlavamo così! Avanti tutta!

L'idrovia Padova-mare prende forma!
(articolo redatto, a nome dei Comitati uniti per l'idrovia Padova-mare, da Martino Emanuele, Danilo Franceschin, Marino Zamboni. Autore della bellissima foto Martino Emanuele).
Solo venti mesi fa l’ipotesi di trovarci vicini al momento di discutere la progettazione, seppur preliminare, sarebbe sembrata fantascienza. Le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici politici regionali, hanno di fatto modificato gli orientamenti della politica, che oggi appaiono maggiormente vicini alle esigenze del nostro territorio. L’impressione è che, dopo molti anni dove si consideravano “motore di sviluppo” strade e cemento, (molto spesso rivelatesi inutili od addirittura dannosi), oggi si preferiscano, finalmente, le opere di mitigazione, manutenzione e miglioramento ambientale del territorio.
Il progetto dell’Idrovia Padova-mare rispecchia questo positivo cambio di rotta. Il contributo determinante è stato dato dalle Amministrazioni locali delle provincie di Padova e Venezia, dai cittadini e dai comitati, che hanno in più occasioni richiesto il completamento di un’opera oggettivamente utile per l’economia e la sicurezza dei territori escludendo, quindi, camionabili, ferrovie, elettrodotti.
Il percorso di progettazione è lungo, dal momento che prevede, oltre alla progettazione preliminare (che vedrà la luce l’8 marzo), anche la progettazione definitiva ed esecutiva.(in basso scopo preciso delle varie fasi di progettazione)
Il completamento di queste tre fasi (oltre alle autorizzazioni ambientali, gli eventuali ricorsi ed approfondimenti), è previsto dall’Autorità di bacino, nel piano redatto, entro il 2021. Il relativo documento, nella sua forma definitiva, non prevede programmazioni successive al 2021; fra l’altro non contemplate dal piano né tanto meno valutate dalla Commissione Europea (i nostri comitati avevamo evidenziato si sarebbe trattato di mere ipotesi, poco attendibili anche dal punto di vista degli stanziamenti).
Il documento, che verrà inviato alla commissione Europea dopo l’approvazione nazionale entro il prossimo 22 marzo, contiene il preciso impegno previsto nella somma di 5 milioni di euro. Si può affermare con una certa serenità che questo impegno, condiviso con la Commissione Europea, rappresenti il "punto di non ritorno", quindi la fondata e concreta possibilità di realizzazione dell’opera; dal momento che l’utilità del completamento dell’Idrovia per la gestione delle piene del bacino Brenta-Bacchiglione, già confermata dagli studi del professor d’Alpaos e dall’inserimento nelle opere fondamentali dopo l’evento alluvionale del 2010, viene stabilita in un Piano organico di opere, il Piano per la Gestione da Rischio Alluvioni, che ha funzione non solo di risposta “emergenziale” ma in funzione di programmazione e pianificazione delle opere necessarie.
Il riferimento di costo dell’idrovia è lo studio di fattibilità, risalente al settembre 2012, che indica in 534 milioni di euro il completamento dell’opera secondo la scelta (fra le 3 possibili), di navigabilità in V^ classe-europea con funzione di scolmatore di 350 mc/sec.
Ora attendiamo i risultati della progettazione preliminare, tra cui la conferma - o meno- del costo, che dipende in buona parte dalle soluzioni tecniche che verranno adottate e dalla possibilità di riutilizzo dei manufatti oggi già esistenti (13 ponti stradali ed uno ferroviario, 2 conche di navigazione oltre che gli oltre 10 km già scavati, su 27 complessivi). Speriamo si riesca a contenere il costo ma soprattutto si propongano soluzioni ai problemi ambientali (salvaguardia idraulica dei territori assieme alle laminazioni nel vicentino, risoluzione e gestione del nodo idraulico del Novissimo e salvaguardia dei territori di Mira, ossigenazione e gestione dei sedimenti in laguna, bacino d’acqua per i momenti di siccità, navigazione commerciale con beneficio nella riduzione della CO2).
In qualsiasi caso i nostri comitati non si accontenteranno di compromessi, (siano essi di progettazione, qualitativi, ambientali) e chiederanno, in ogni sede istituzionale ed in ogni momento di confronto, la reale partecipazione alle scelte progettuali.
Lo faremo, convinti dell’importanza della condivisione del tema, sempre a fianco degli amministratori locali.
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Lo scopo preciso delle varie fasi di progettazione:
-. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata in base alla valutazione delle eventuali soluzioni possibili, anche con riferimento ai profili ambientali e all'utilizzo dei materiali provenienti dalle attività di riuso e riciclaggio, della sua fattibilità amministrativa e tecnica, accertata attraverso le indispensabili indagini di prima approssimazione, dei costi, da determinare in relazione ai benefici previsti, nonché in schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare; il progetto preliminare dovrà, inoltre consentire l'avvio della procedura espropriativa.
-. Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni. Esso consiste in una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali e delle caratteristiche dei materiali prescelti e dell'inserimento delle opere sul territorio; nello studio di impatto ambientale ove previsto; in disegni generali nelle opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, e delle soluzioni architettoniche, delle superfici e dei volumi da realizzare, compresi quelli per l'individuazione del tipo di fondazione; negli studi e indagini preliminari occorrenti con riguardo alla natura e alle caratteristiche dell'opera; nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti; in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali, tecnici ed economici previsti in progetto nonché in un computo metrico estimativo. Gli studi e le indagini occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico, sismico, agronomico, biologico, chimico, i rilievi e i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo.
-. Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. In particolare il progetto è costituito dall'insieme delle relazioni, dei calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti e degli elaborati grafici nelle scale adeguate, compresi gli eventuali particolari costruttivi, dal capitolato speciale di appalto, prestazionale o descrittivo, dal computo metrico estimativo e dall'elenco dei prezzi unitari. Esso è redatto sulla base degli studi e delle indagini compiuti nelle fasi precedenti e degli eventuali ulteriori studi e indagini, di dettaglio o di verifica delle ipotesi progettuali, che risultino necessari e sulla base di rilievi planoaltimetrici, di misurazioni e picchettazioni, di rilievi della rete dei servizi del sottosuolo. Il progetto esecutivo deve essere altresì corredato da apposito piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti da redigersi nei termini, con le modalità i contenuti, i tempi e la gradualità stabiliti dal regolamento


giovedì 25 agosto 2016

2 SETTEMBRE 2016 A CAMPOLONGO MAGGIORE - TI ASPETTIAMO

Sei invitato anche tu alla riunione che si terrà presso la sede del Gruppo Archeologico Mino Meduaco a Campolongo Maggiore in via Lova 139 per parlare delle più attuali tematiche che si possono affrontare nel nostro territorio sul piano della sicurezza idraulica:


  • PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA SICUREZZA DEL NOSTRO BRENTA E DEL BACCHIGLIONE
  • STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI SULL'IDROVIA PADOVA-MARE
  • IDEE ED APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO AUTUNNO


lunedì 22 agosto 2016

TG Veneto ci parla di Idrovia

Dal minuto 13 si parla di un tema a noi caro, l'idrovia Padova-mare. Servizio realizzato dal TG Veneto e contenente anche un piccolo intervento del sindaco di Vigonovo Andrea Danieletto

Link per lo streaming: SERVIZIO IDROVIA

sabato 20 agosto 2016

lunedì 28 settembre 2015

Brenta sicuro con Legambiente per Puliamo il mondo 2015

Tutti presenti per puliamo il mondo con Legambiente "Sarmazza", Saonara e Vigonovo

L'acqua : oro blu e rischio idraulico






La giornata è stata densa di interventi. Si è parlato di attività dei sindaci, del ruolo dei consorzi, di progettazione, piani delle acque, di autorità di bacino, manutenzione rive dei fiumi, del progetto idrovia e della sua storia, di agricoltura sostenibile, di cambiamenti climatici e quindi di resilienza.
Molti relatori ed intervenuti hanno offerto spunti interessanti,il dibattito che ne è seguito è stato vivo e concreto. Le idee esposte saranno senz'altro oggetto di nostri approfondimenti.
In allegato la relazione “sintetica” dell'incontro (visto il numero e lo spessore degli interventi non siamo riusciti a tagliare di piu’).
Un commento agli interventi ed alla giornata sarebbe graditissimo.







lunedì 20 luglio 2015

Nuovo Volantino



Insieme per le vittime del tornado che ha colpito la Riviera del Brenta

Oggi, sabato 18 luglio, il nostro comitato con Legambiente e Miralab - Associazione di Mira. Siamo stati dalle 10 .00 alle 20.00 al supermercato Lando di MIra. Abbiamo raccolto derrate alimentari per le vittime del tornado in Riviera del Brenta. Abbiamo visto una straordinaria generosità. Centinaia e centinaia di donazioni. Grazie, Grazie a chi ha voluto dimostrare solidarietà agli sfortunati abitanti rivieraschi. All'uscita del supermercato abbiamo anche consegnato l'ultimo volantino creato dai nostri comitati. Dalle donazioni all'informazione di una grande ed indispensabile opera: l'idrovia Padova-mare.


martedì 23 giugno 2015

Serata a FestAmbiente a Brugine


Brugine, 21 giugno: si parla di IDROVIA PADOVA-MARE
Attualita’ e prospettive dell’idrovia Padova-mare
L’incontro programmato nell’ambito di Festambiente –Saccisica di Brugine si è tenuto domenica 21 giungo nella suggestiva biblioteca della Villa Roberti.
La serata è stata condotta da Antonio Draghi, storico esponente dell’ambientalismo in Riviera del Brenta e leader del CAT, raggruppamento che si è , con successo, battuto contro le inutili grandi opere nel territorio quli l’elettrodotto, Veneto City, la camionabile sul percorso dell’idrovia.
Antonio Draghi ha ripercorso la storia dell’opera idroviaria che, con importante lungimiranza, era stata progettata, dopo la seconda guerra, mondiale, per rispondere alle esigenze di un trasporto sostenibile nell’ambito di una importante progettazione di vie interne in tutta la pianura Padana.
L’utopia era di utilizzare in modo diffuso le vie d’acqua congiungendo tutte le più importanti città (Milano, Torino, Mantova, Padova, Venezia, Brescia ecc ed i maggiori laghi. Poi le scelte hanno preso “strade” diverse. Si è deciso di puntare sui percorsi, molto più inquinanti, su gomma.
La realizzazione dell’idrovia è proseguita fino agli anni 80. Sono stati complessivamente realizzati 10,5 km di scavo, 13 sovrapassi, 2 conche di navigazione, 1 ponte ferroviario. Il costo (da attualizzare ai giorni nostri) è stato di oltre 45 miliardi di lire.
Ora ,dopo i tragici fatti alluvionali del 2010 che hanno di fatto imposto di ripensare al’opera prima di tutto come salvezza dalle grandi alluvioni e con l’assegnazione al consorzio di aziende vincitrici (Technital e Beta Studio) del bando di gara europeo per la redazione del progetto preliminare, si apre una nuova fase.
La gara europea impone lo studio della migliore soluzione per scavare i 17 km che mancano per completare l’opera che salvi (assieme all’indispensabile manutenzione delle disastrate rive dei nostri fiumi ed al completamento dei bacini di laminazione a nord di Vicenza) dalle grandi alluvioni una vasta aera di quasi 1.000.000 di persone. Alla fine di una importante serie di studi sull’impatto, di ogni tipo dell’opera, si darà corso ala progettazione preliminare. In questa fase è fondamentale l’apporto dei cittadini attraverso le amministrazioni locali ed i nostri comitati. Dobbiamo fornire alla regione, ed ai progettisti, le indicazioni sulle migliori soluzioni da adottare per i nostri territori. Per rendere la via d’acqua utile a ricomporre un territorio devastato da decine e decine di zone industriali (alcune diventate pressoché deserte dalla crisi economica) da inutili rotonde, tombinature dei fossi
Questa cementificazione “selvaggia” ha dato al Veneto il triste primato di suolo occupato (oltre il 10% del totale).
Rispondendo ad una domanda del pubblico, Antonio Draghi ha confermato l’utilità dell’idrovia anche per il territorio Mirese, contro gli allagamenti che già oggi interessano i territori e come riserva di acqua per l’agricoltura.
L’utilità dell’idrovia è fondamentale, ha affermato Draghi, anche per l’intera laguna c on l’apporto di sedimenti (controllabili dalle chiuse che rendono l’idrovia un canale e non un fiume) che oggi escono dalla bocche di porto in altre 1.000.000 di mc l’anno.
E’ stato lanciato nel finale di serata un appello, del Comitato Brenta Sicuro, che ha organizzato con Legambiente “La Sarmazza” la serata.
L’appello, lanciato da Marino Zamboni, è diretto alla partecipazione, al coinvolgimento per completare quest’opera. Solo con la pressione dei primi cittadini di oltre 30 comuni, che hanno votato al’unanimità in consiglio comunale , la mozione per il completamento dell’opera idrovia ria – e la concomitanza dell’arresto dell’assessore regionale Chisso che dell’idrovia aveva altre aspettative (leggi Camionabile)- ora abbiamo gli studi che porteranno ala progettazione preliminare.
Solo con la continua pressione dei cittadini, accompagnata dai suggerimenti per redarre il migliore progetto possibile, avremmo, in futuro, l’interesse della politica ragionale e nazionale ed il completamento dell’opera. Dobbiamo costantemente vigilare.

Grazie a Legambiente Piove di Sacco per averci ospitato.





Festabiente a Villa Roberti Bozzolan a Brugine 18-19-20-21 Giugno

Noi ci siamo... domenica sera ore 21:00 convegno sull'Idrovia Padova-Mare




Festa del Sorriso a Bojon 20 Giugno 2015

Partecipazione sabato 20 Giugno alla Festa del Sorriso di Bojon, bella occasione per parlare con i cittadini sempre più interessati agli sviluppi sull'idrovia.
Ricordiamo inoltre che siete sempre tutti invitati alle nostre riunioni che sono occasioni di confronto e sviluppo di nuovi progetti.



Rassegna Stampa

IL Gazzettino del 28 Maggio 2015


IL Gazzettino ed di Venezia 10 Giugno 2015

La Piazza Web Giugno 2015



venerdì 22 maggio 2015

Quarta e ultima serata a Ponte San Nicolò

 Ecopolis del 22 Maggio 2015




La Nuova di Venezia e Mestre 22 Maggio 2015


Il punto su Mira

E’ falso affermare che "la comunità di Mira" sia contraria all'idrovia Padova - mare (definita come “scolmatore Padova-Mira” dal Comitato Mirese); dal bando di gara è emersa, invece, la dizione corretta Idrovia Padova-Venezia-mare.
In primo luogo perchè non esiste una convinzione informata ed univoca sull'opera, se ne sa, anzi molto poco.
Alcune persone credono che sia in via di apporvazione un'altra strada (intesa come camionabile). Che in effetti noi assolutamente non vogliamo. Anche tutti i politici, locali e nazionali, hanno dichiarato che non vogliono, in attesa dell'effettivo e definitivo stralcio della camionabile dal PTRC regionale.
In secondo luogo perchè esistono altre realtà, come l’Associazionee MIra Lab di Mira che, invece, hanno la convinzione dell’utilità dell’idrovia anche ai territori del Mirese, oltre che a grandi aree di Padova e Venezia, contro le incombenti alluvioni.
L?Associazione Mira Lab ha anche sottoscritto i documenti delle nostre associazioni/comitati/circoli chiedendo il completamento dell'idrovia.
Crediamo che Il completamento debba avvenire senza nessun compromesso sulla qualità dell'opera. Su questo saremo inflessibili e continueremo nella nostra azione d'informazione per smontare le falsità che si raccontano o si danno a credere.
Qualche esempio (solo un piccolo campionario);
- - L'idrovia è un fiume: FALSO!
è un canale con le chiuse che regolano l'afflusso di acqua ed eventuali sedimenti.
- L'idrovia interra la laguna FALSO!
l'apporto in sedimenti dell'idrovia sarà dai 30 ai 100.000 mc/anno (fonte comitato Mirese) contro una perdita oggi di circa 1.000.000 di mc/anno,
- L'idrovia creerà ulteriori problemi idraulici al mirese FALSO!
l'idrovia può invece, alleviare i gravi problemi idraulici che Mira oggi ha già.
- I vincitori dele gara per la progettazione preliminare hanno vinto solo in base al ribasso d'asta. (fonte blog comitato acque Miresi) FALSO!
tutte le aziende concorrenti hanno concesso il massimo ribasso previsto per legge (30%). oltre che il massimo del ribasso per il tempa diredazione del progetto (10%). La vittoria è avvenuta sulla QUALITA' del progetto con valore 40% sull totale.
Quest'importante opera, una volta terminata, potrebbe avere più valenze: ambientale come salvezza dalle grandi alluvioni del sistema dei fiumi Brenta e Bacchiglione, come riserva d'acqua nei momenti di siccità, apporto positivo di sedimenti e acqua dolce che ossigena una laguna oramai morente, come ricomposizione ambientale di un territorio devastato dalla cementificazione. La valenza che emerge dagli studi è anche di tipo commerciale-trasportistico. Potrebbe permettere, di modificare in maniera radicale la nostra cultura rispetto all'uso massiccio della gomma per il trasporto commerciale.
Con il Terminal off-shore, in progettazione, al largo di Venezia, l'opera potrà fungere da comunicazione, attraverso l’utilizzo di chiatte adatte a solcare le vie d’acqua interne, oltre che con tutti in porti dell'alto Adriatico, anche e soprattutto con le due realtà portuali di Venezia e Padova.



L'incontro con il Ministro Graziano Delrio

Il ministro Graziano Delrio riceve, dai Comitati, l’appello per il completamento dell’idrovia Padova-mare.
Si è tenuto mercoledì sera l’incontro, promosso dall’amministrazione di Sant’Angelo di Piove di Sacco, che ha visto come ospite istituzionale il ministro alle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio.
Brenta sicuro con Legambiente, in rappresentanza anche dei comitati di Padova e venezia, che si battono per il completamento dell’indispensabile opera idroviaria Padova-mare:
Legambiente Veneto e con i circoli di Venezia, Padova, Saonara-Vigonovo, Selvazzano, Piove di Sacco. CIA-Confederazione Italiana Agricoltori Veneto , Acque Urbane Ponte S. Nicolò , Comitato spontaneo alluvionati Montegrotto Terme , C.S.T. Comitato Salvaguardia del Territorio Selvazzano e Rubano , Comitato Intercomunale Brenta Sicuro, Associazione Mira Lab di Mira, Comitato Una mano per Battaglia.
hanno colto l’occasione per consegnare, direttamente nelle mani del Ministro, la documentazione redatta dai comitati stessi.
I documenti consegnati al ministro contengono le proposte, redatte dai Comitati e condivise da oltre 40 amminstrazioni locali per il completamento dell’idrovia: sia con l’indispensabile funzione di salvaguardia dei territori oltre che con le importanti funzioni ambientali per i territori che attraversa: ricomposizione ambientale, apporto di sedimenti ed ossigenazione per la laguna, riserva d’acqua per i momenti si siccità, ed anche dal punto di vista trasportistico con l’opportunità di far diventar l’idrovia Padova-mare una vera e propria ecologica via d’acqua; superando il perverso modello basato sul transito merci quasi esclusivamente su gomma che si rivela altamente inquinante e devastante per nostri i territori.
Nei documenti presentati, i comitati sostengono la necessità di continuare l’azione di costante dialogo con i cittadini e la politica, in modo che l’opera diventi prioritaria a tutti i livelli e sia finanziata dal governo centrale oltre che dalla Comuinità Europea.
A completamento della documentazione, era allegato un significativo DVD con registrazioni originali della devastante alluvione del 1966.
Il ministro, che al momento dell’insediamento aveva dichiarato l’intenzione di spostare gli investimenti su opere veramente utili al territorio, attraverso l’ascolto delle istanze delle amministrazioni locali, ha dapprima dichiarato pubblicamente che sta studiando con interesse l’opera e, poi, ci ha detto che sta seguendo in prima persona anche l’attività del nostro raggruppamento di comitati.
Attendiamo, dopo queste incoraggianti parole, i fatti.

Legambiente Veneto e con i circoli di Venezia, Padova, Saonara-Vigonovo, Selvazzano, Piove di Sacco. CIA-Confederazione Italiana Agricoltori Veneto , Acque Urbane Ponte S. Nicolò , Comitato spontaneo alluvionati Montegrotto Terme , C.S.T. Comitato Salvaguardia del Territorio Selvazzano e Rubano , Comitato Intercomunale Brenta Sicuro, Associazione Mira Lab di Mira, Comitato Una mano per Battaglia.

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