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sabato 8 ottobre 2016
Le tappe della mostra itinerante del Consorzio Bacchiglione
L'allestimento della Mostra itinerante del Consorzio di Bonifica Bacchiglione sul disastro dell'alluvione nel 1966. Siamo a Stra e a Bovolenta. Meritano una visita!
venerdì 16 settembre 2016
Dissesto idrogeologico, 100 milioni del fondo progetti per intervenire subito nelle aree urbane
Riportiamo quanto pubblicato da InSic.it - il sito italiano per i professionisti della sicurezza - sullo stanziamento di 100 milioni che serviranno al Paese per mettere in sicurezza le zone ad alto rischio idraulico ed idrogeologico. Di seguito sono spiegati i principali articoli che compongono il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Clicca qui per andare al testo completo del decreto, o scorri la pagina per conoscerne le generalità.
Clicca qui per andare al testo completo del decreto, o scorri la pagina per conoscerne le generalità.
Il DPCM del 14 luglio 2016 indica le modalità di funzionamento del «Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico», istituito con legge 28 dicembre 2015, n. 221 al fine di consentire la celere predisposizione del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico.
Ne regola finalità, beneficiari e accesso ai fondi, nonché il Monitoraggio dei progetti finanziati.Beneficiari e finalità del FondoIl Fondo, da istituire presso il Ministero Ambiente, è diretto a favorire l'efficace avanzamento delleattività progettuali delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e provvederà a rendere le stesse immediatamente cantierabili (art.1). Il finanziamento sarà concesso dietro presentazione diun progetto esecutivo previsto per l'avvio delle procedure di affidamento dei lavori attraverso l'elaborazione, anche non esplicita, dei livelli di progettazione inferiori.
Ne saranno beneficiari (art.2) i Presidenti delle regioni, in qualità di commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico; non sono ammessi al finanziamento gli incarichi di progettazione già conferiti e le spese per rilievi e indagini appaltati anteriormente alla data di assegnazione dei fondi.
Accesso al FondoQuanto all'accesso ai fondi (art.3), le risorse saranno allocate su base regionale attraverso graduatorie di progettazione di interventi (una graduatoria/elenco per regione) sino alla concorrenza delle somme attribuite a ciascuna regione sulla base dei criteri di riparto stabiliti con successivo DPCM. In via prioritaria sono finanziate le progettazioni degli interventi inseriti nelle tabelle C e D del "Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni", di cui al DPCM 15 settembre 2015, ivi compresi gli incarichi di progettazione già conferiti a far data dal 15 settembre 2015.
Gli ulteriori interventi per i quali il «Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico» finanzia la progettazione saranno selezionati tra quelli inseriti nel data-base on lineReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo), a cura delle regioni e province autonome o dei soggetti dalle stesse accreditati.
Prevista una Verifica di ammissibilità (art.4) secondo le procedure previste dall'Allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015 relativo alla «Individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico».
Si precisa (art. 4.4) che le risorse saranno prioritariamente destinate alla progettazione degli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. Gli interventi contro il dissesto idrogeologico non possono prevedere opere accessorie (art.4.5)
Ne regola finalità, beneficiari e accesso ai fondi, nonché il Monitoraggio dei progetti finanziati.Beneficiari e finalità del FondoIl Fondo, da istituire presso il Ministero Ambiente, è diretto a favorire l'efficace avanzamento delleattività progettuali delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e provvederà a rendere le stesse immediatamente cantierabili (art.1). Il finanziamento sarà concesso dietro presentazione diun progetto esecutivo previsto per l'avvio delle procedure di affidamento dei lavori attraverso l'elaborazione, anche non esplicita, dei livelli di progettazione inferiori.
Ne saranno beneficiari (art.2) i Presidenti delle regioni, in qualità di commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico; non sono ammessi al finanziamento gli incarichi di progettazione già conferiti e le spese per rilievi e indagini appaltati anteriormente alla data di assegnazione dei fondi.
Accesso al FondoQuanto all'accesso ai fondi (art.3), le risorse saranno allocate su base regionale attraverso graduatorie di progettazione di interventi (una graduatoria/elenco per regione) sino alla concorrenza delle somme attribuite a ciascuna regione sulla base dei criteri di riparto stabiliti con successivo DPCM. In via prioritaria sono finanziate le progettazioni degli interventi inseriti nelle tabelle C e D del "Piano stralcio per le aree metropolitane e le aree urbane con alto livello di popolazione esposta al rischio di alluvioni", di cui al DPCM 15 settembre 2015, ivi compresi gli incarichi di progettazione già conferiti a far data dal 15 settembre 2015.
Gli ulteriori interventi per i quali il «Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico» finanzia la progettazione saranno selezionati tra quelli inseriti nel data-base on lineReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo), a cura delle regioni e province autonome o dei soggetti dalle stesse accreditati.
Prevista una Verifica di ammissibilità (art.4) secondo le procedure previste dall'Allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 maggio 2015 relativo alla «Individuazione dei criteri e delle modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico».
Si precisa (art. 4.4) che le risorse saranno prioritariamente destinate alla progettazione degli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. Gli interventi contro il dissesto idrogeologico non possono prevedere opere accessorie (art.4.5)
Entità del Fondo ed erogazioneIl finanziamento concesso per la redazione del progetto esecutivo è determinato, in relazione alla tipologia dell'intervento, in base alle percentuali riportate nell'Allegato 1 al DPCM 14/7/2016, applicate all'importo complessivo dell'intervento costituito dalla somma dell'importo dei lavori e degli oneri della sicurezza e delle somme a disposizione della stazione appaltante. L'erogazione del finanziamento avverrà in tre tranches (definite all'art.6.2): la prima quota pari al 26% è trasferita all'atto dell'assegnazione del finanziamento; la seconda pari al 47% è trasferita dopo il completo inserimento dei dati dei singoli interventi nel Sistema di Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze; l'ultima quota, pari al saldo della spesa sostenuta e comunque non superiore al 27% del valore complessivo del finanziamento, è trasferita previa certificazione della spesa sostenuta nel sistema di monitoraggio unitario sopra richiamato pari al 75% del valore della seconda quota.
MonitoraggioIl Sistema di Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia è deputato al monitoraggio della progettazione degli interventi (art.7). La trasmissione dei dati viene effettuata attraverso il sistema SGP (Sistema Gestione Progetti) e le informazioni così acquisite saranno rese disponibili al sistema ReNDiS attraverso un adeguato protocollo di colloquio telematico.
MonitoraggioIl Sistema di Monitoraggio Unitario, BDU (Banca Dati Unitaria), istituito presso il Ministero dell'economia è deputato al monitoraggio della progettazione degli interventi (art.7). La trasmissione dei dati viene effettuata attraverso il sistema SGP (Sistema Gestione Progetti) e le informazioni così acquisite saranno rese disponibili al sistema ReNDiS attraverso un adeguato protocollo di colloquio telematico.
L'intervento del Dott. Antonio Draghi alla conferenza di Vigonovo
Il Comitato Brenta Sicuro vi ripropone in formato digitale l'analisi che il dott. Antonio Draghi ha prodotto in occasione della serata in memoria dell'alluvione del 1966, tenutasi Mercoledì 14 Settembre a Vigonovo e a cui hanno partecipato anche altri testimoni, ricordando a tutti noi in modo chiaro che quella è stata una tragedia di dimensioni spaventose, che non si dovrà MAI PIU' ripetere sia nei nostri territori, che nel resto d'Italia. I modi per evitare questo tipo di calamità naturali ci sono, per questo DOBBIAMO unire le forze e fare pressione in modo che gli organi di competenza si mettano in moto per effettuare ciò che dovrebbe essere L'ORDINARIA PREVENZIONE.
L'intervento:
L'intervento:
VIGONOVO
14 SETTEMBRE 2016 - Antonio Draghi
1.Sono
passati 50 anni dalla grande alluvione del 1966. Quando i media parlano dell’alluvione del novembre del 1966
comunemente intendono quella che tra i
giorni 3 e 4 interessò disastrosamente la città Firenze. In realtà le
regioni più colpite furono quelle del Nord-Est dove avvennero estese
inondazioni e numerose frane. Nelle regioni
settentrionali i morti furono 87. Gli sfollati furono oltre 42.000, di cui 25.800 in Veneto. In Pianura
Padana e nella Pianura Veneta furono inondati almeno 137 kmq di territorio, e
furono riportati danni in almeno 209 Comuni. Fra i comuni che ebbero più danni
e moltissimi sfollati ci fu Vigonovo. Il Brenta in piena eccezionale respinse
le acque della concomitante piena del Bacchiglione che scendevano dal Piovego, il
quale esondò e ruppe.
2.Dopo aver disatteso per decenni i piani predisposti
subito dopo quella alluvione, furono alcuni comitati che sulla base degli studi
e delle indicazioni dell’Istituto di idraulica e idrodinamica dell’Università
di Padova diretto dal prof. Luigi D’Alpaos, fecero ripartire un processo positivo di presa di coscienza, di
consapevolezza del rischio che continuava a persistere in tutta questa vasta
zona. All’opera di sensibilizzazione dei comitati cittadini seguirono via via le prese di posizione di tanti comuni,
veneziani e padovani. C’era però prima di tutto da sconfiggere una visione
imperante, quella speculativa del territorio, che configgeva con la nostra che
pretendeva la salvaguardia delle vite e dei beni dei cittadini. Ricordiamo che
di fatto si voleva usare per la camionabile , accompagnata dai pioni
dell’elettrodotto aereo, il sedime da tempo predisposto per l’ idrovia e in buona parte già espropriato. Mentre il completamento dell’idrovia sarebbe stato
con tutta evidenza la soluzione per le piene del Brenta e per quelle del
Bacchiglione, soprattutto per quelle congiunte di Brenta e Bacchiglione. (Brenta
e Bacchiglione sono un unico sistema idraulico). Convegni, manifestazioni,
pressioni, ma anche inchieste e arresti eccellenti . Abbiamo arrestato la
camionabile ( salvo che è ancora indicata nella pianificazione regionale)
abbiamo bloccato, anche se non del tutto, la prepotenza di Terna e il suo
vergognoso e primitivo elettrodotto aereo.
3.Sei anni fa, nel 2010, una nuova alluvione; stavolta nel
vicentino e nel vicino territorio padovano attraversato dal Bacchiglione. Dopo
quest’ altra alluvione, finalmente il tema della prevenzione ha incominciato a
farsi strada. Ma si doveva, e ancora si deve, sconfiggere un’altra visione
distorta, quella che ritiene essere più conveniente aspettare il fenomeno,
rispondere all'emergenza grazie,
seppellire i morti e riparare i danni Ma si tratterà come sempre solo di
una parte dei danni. Ignorando fra l’altro che, sia nel caso dei terremoti che
in quello delle alluvioni, il danno principale è quello che dà l’insicurezza ancor prima che l’evento si scateni, quella
angoscia latente che priva ognuno di noi
di quella tranquillità psicologica che
ogni cittadino cosciente merita per sé,
per la propria famiglia, per la propria comunità, per le proprie
attività, per la propria terra.
4. E finalmente la Regione si è decisa a predisporre il Progetto
Preliminare del completamento dell’Idrovia che funzionerà in primo luogo come
scolmatore di 350 mc/sec. in caso di piena nel bacino Brenta Bacchiglione. Un
primo passo avanti e una prima vittoria per chi ha pensato al recupero di
quest’opera incompiuta e per chi si è mobilitato e si è battuto. Ma non basta ! E non bastano i primi
interventi, ancora molto parziali, sugli argini del Bacchiglione-Roncajette e su quelli del Brenta Cunetta, argini che
sono in condizioni disastrose, come non bastano i bacini di laminazione a monte
di Vicenza.
5. Ora c’è una grande occasione che non bisogna perdere. Il
governo nazionale si è impegnato, dopo il terremoto di Amatrice, a predisporre
un piano pluridecennale di messa in
sicurezza del territorio nazionale dal rischio sismico e dal rischio
idrogeologico. La Regione deve immediatamente portare il progetto dell’idrovia
a livello di Progetto Definitivo, classificarlo come progetto strategico di primo livello per il
Veneto e pretendere che venga inserito nel Piano Strategico nazionale e portare
avanti in parallelo un piano di manutenzione ordinaria e continua degli argini
di fiumi e canali. Questo è l’appello rivolto ai Sindaci perché continuino a
fare squadra e pretendano dalla Regione questo duplice passo fondamentale.
Le mutate condizioni climatiche fanno si che la frequenza dei
fenomeni meteorici eccezionali si vada accelerando e le alluvioni , anche se
speriamo sempre che non siano imminenti, sono però sempre immanenti. Non
possiamo aspettare altri 6 anni e, tanto meno, altri 50.
mercoledì 14 settembre 2016
Appuntamenti della mostra fotografica itinerante sull'alluvione del 1966
In occassione del 50esimo anniversario, il consorzio di bonifica Bacchiglione ha organizzato diverse serate a tema sull'alluvione del 66 che ha messo in ginocchio gran parte del Veneto! E' importante ricordare il passato per intervenire al meglio sul futuro! Partecipiamo!
venerdì 9 settembre 2016
giovedì 25 agosto 2016
2 SETTEMBRE 2016 A CAMPOLONGO MAGGIORE - TI ASPETTIAMO
Sei invitato anche tu alla riunione che si terrà presso la sede del Gruppo Archeologico Mino Meduaco a Campolongo Maggiore in via Lova 139 per parlare delle più attuali tematiche che si possono affrontare nel nostro territorio sul piano della sicurezza idraulica:
- PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA SICUREZZA DEL NOSTRO BRENTA E DEL BACCHIGLIONE
- STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI SULL'IDROVIA PADOVA-MARE
- IDEE ED APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO AUTUNNO
lunedì 28 settembre 2015
L'acqua : oro blu e rischio idraulico
La giornata è stata densa di interventi. Si è parlato di attività dei sindaci, del ruolo dei consorzi, di progettazione, piani delle acque, di autorità di bacino, manutenzione rive dei fiumi, del progetto idrovia e della sua storia, di agricoltura sostenibile, di cambiamenti climatici e quindi di resilienza.
Molti relatori ed intervenuti hanno offerto spunti interessanti,il dibattito che ne è seguito è stato vivo e concreto. Le idee esposte saranno senz'altro oggetto di nostri approfondimenti.
In allegato la relazione “sintetica” dell'incontro (visto il numero e lo spessore degli interventi non siamo riusciti a tagliare di piu’).
Un commento agli interventi ed alla giornata sarebbe graditissimo.
lunedì 20 luglio 2015
Partecipazione
In merito alle dichiarazioni del presidente dell’associazione
Cavanisti, Gianni Marchiori, di Mira, il Comitato Brenta Sicuro
sostiene che il polo logistico diventa totalmente inutile in presenza
dell'idrovia Padova mare e si dichiara pronto a scendere in piazza, a
fianco dei Cavanisti e CONTRO il consumo dissennato di suolo paventato
da APINDUSTRIA DI VENEZIA quindi CONTRO il Polo logistico di Giare,
CONTRO la Mestre Orte, CONTRO la camionabile sul percorso dell’idrovia
e, nel contempo, a FAVORE del
completamento dell'idrovia Padova-mare che abbia la fondamentale
funzione di salvaguardia dei territori del padovano e veneziano (Mira
compresa) dal’annunciato rischio alluvioni oltre che per il trasporto di
merci dal Terminal Off-shore all'interporto di Padova e a tutti porti
dell' adriatico.
L'idrovia
PADOVA-MARE, senza nessun altra opera tipo ferrovia o, peggio,
camionabile ed accompagnata dal terminal off-shore al largo di
Malamocco, rende inutile il Polo Logistico di Giare (non avrebbe nessun
senso creare una doppia “rottura di carico” delle merci dal terminal
off-shore a Giare –con natanti - e da Giare alle destinazione - con il
trasporto su gomma- , con le chiatte fluvio-marittime le merci si
possono trasportare direttamente a tutti i porti dell’Adriatico).
A sua volta la Mestre-Orte, oltre ad essere totalmente inutile come opera per la devastazione che provoca ai territori, ed insostenibile dal punto di vista economico, non ha nessun senso logico per il trasporto di merci che possono essere, invece, spedite con le chiatte fluviali. Chiediamo, quindi, all’Associazione dei Cavanisti di appoggiare la nostra posizione di salvaguardia del territorio dal punto di vista idraulico ed ambientale
A sua volta la Mestre-Orte, oltre ad essere totalmente inutile come opera per la devastazione che provoca ai territori, ed insostenibile dal punto di vista economico, non ha nessun senso logico per il trasporto di merci che possono essere, invece, spedite con le chiatte fluviali. Chiediamo, quindi, all’Associazione dei Cavanisti di appoggiare la nostra posizione di salvaguardia del territorio dal punto di vista idraulico ed ambientale
Insieme per le vittime del tornado che ha colpito la Riviera del Brenta
Oggi, sabato 18 luglio, il nostro comitato con Legambiente e Miralab -
Associazione di Mira. Siamo stati dalle 10 .00 alle 20.00 al
supermercato Lando di MIra. Abbiamo raccolto derrate alimentari per le
vittime del tornado in Riviera del Brenta. Abbiamo visto una
straordinaria generosità. Centinaia e centinaia di donazioni. Grazie,
Grazie a chi ha voluto dimostrare solidarietà agli sfortunati abitanti
rivieraschi. All'uscita del supermercato abbiamo anche consegnato
l'ultimo volantino creato dai nostri comitati. Dalle donazioni
all'informazione di una grande ed indispensabile opera: l'idrovia
Padova-mare.
martedì 23 giugno 2015
Serata a FestAmbiente a Brugine
Brugine, 21 giugno: si parla di IDROVIA PADOVA-MARE
Attualita’ e prospettive dell’idrovia Padova-mare
L’incontro programmato nell’ambito di Festambiente –Saccisica di Brugine si è tenuto domenica 21 giungo nella suggestiva biblioteca della Villa Roberti.
La serata è stata condotta da Antonio Draghi, storico esponente dell’ambientalismo in Riviera del Brenta e leader del CAT, raggruppamento che si è , con successo, battuto contro le inutili grandi opere nel territorio quli l’elettrodotto, Veneto City, la camionabile sul percorso dell’idrovia.
Antonio Draghi ha ripercorso la storia dell’opera idroviaria che, con importante lungimiranza, era stata progettata, dopo la seconda guerra, mondiale, per rispondere alle esigenze di un trasporto sostenibile nell’ambito di una importante progettazione di vie interne in tutta la pianura Padana.
L’utopia era di utilizzare in modo diffuso le vie d’acqua congiungendo tutte le più importanti città (Milano, Torino, Mantova, Padova, Venezia, Brescia ecc ed i maggiori laghi. Poi le scelte hanno preso “strade” diverse. Si è deciso di puntare sui percorsi, molto più inquinanti, su gomma.
La realizzazione dell’idrovia è proseguita fino agli anni 80. Sono stati complessivamente realizzati 10,5 km di scavo, 13 sovrapassi, 2 conche di navigazione, 1 ponte ferroviario. Il costo (da attualizzare ai giorni nostri) è stato di oltre 45 miliardi di lire.
Ora ,dopo i tragici fatti alluvionali del 2010 che hanno di fatto imposto di ripensare al’opera prima di tutto come salvezza dalle grandi alluvioni e con l’assegnazione al consorzio di aziende vincitrici (Technital e Beta Studio) del bando di gara europeo per la redazione del progetto preliminare, si apre una nuova fase.
La gara europea impone lo studio della migliore soluzione per scavare i 17 km che mancano per completare l’opera che salvi (assieme all’indispensabile manutenzione delle disastrate rive dei nostri fiumi ed al completamento dei bacini di laminazione a nord di Vicenza) dalle grandi alluvioni una vasta aera di quasi 1.000.000 di persone. Alla fine di una importante serie di studi sull’impatto, di ogni tipo dell’opera, si darà corso ala progettazione preliminare. In questa fase è fondamentale l’apporto dei cittadini attraverso le amministrazioni locali ed i nostri comitati. Dobbiamo fornire alla regione, ed ai progettisti, le indicazioni sulle migliori soluzioni da adottare per i nostri territori. Per rendere la via d’acqua utile a ricomporre un territorio devastato da decine e decine di zone industriali (alcune diventate pressoché deserte dalla crisi economica) da inutili rotonde, tombinature dei fossi
Questa cementificazione “selvaggia” ha dato al Veneto il triste primato di suolo occupato (oltre il 10% del totale).
Rispondendo ad una domanda del pubblico, Antonio Draghi ha confermato l’utilità dell’idrovia anche per il territorio Mirese, contro gli allagamenti che già oggi interessano i territori e come riserva di acqua per l’agricoltura.
L’utilità dell’idrovia è fondamentale, ha affermato Draghi, anche per l’intera laguna c on l’apporto di sedimenti (controllabili dalle chiuse che rendono l’idrovia un canale e non un fiume) che oggi escono dalla bocche di porto in altre 1.000.000 di mc l’anno.
E’ stato lanciato nel finale di serata un appello, del Comitato Brenta Sicuro, che ha organizzato con Legambiente “La Sarmazza” la serata.
L’appello, lanciato da Marino Zamboni, è diretto alla partecipazione, al coinvolgimento per completare quest’opera. Solo con la pressione dei primi cittadini di oltre 30 comuni, che hanno votato al’unanimità in consiglio comunale , la mozione per il completamento dell’opera idrovia ria – e la concomitanza dell’arresto dell’assessore regionale Chisso che dell’idrovia aveva altre aspettative (leggi Camionabile)- ora abbiamo gli studi che porteranno ala progettazione preliminare.
Solo con la continua pressione dei cittadini, accompagnata dai suggerimenti per redarre il migliore progetto possibile, avremmo, in futuro, l’interesse della politica ragionale e nazionale ed il completamento dell’opera. Dobbiamo costantemente vigilare.
Attualita’ e prospettive dell’idrovia Padova-mare
L’incontro programmato nell’ambito di Festambiente –Saccisica di Brugine si è tenuto domenica 21 giungo nella suggestiva biblioteca della Villa Roberti.
La serata è stata condotta da Antonio Draghi, storico esponente dell’ambientalismo in Riviera del Brenta e leader del CAT, raggruppamento che si è , con successo, battuto contro le inutili grandi opere nel territorio quli l’elettrodotto, Veneto City, la camionabile sul percorso dell’idrovia.
Antonio Draghi ha ripercorso la storia dell’opera idroviaria che, con importante lungimiranza, era stata progettata, dopo la seconda guerra, mondiale, per rispondere alle esigenze di un trasporto sostenibile nell’ambito di una importante progettazione di vie interne in tutta la pianura Padana.
L’utopia era di utilizzare in modo diffuso le vie d’acqua congiungendo tutte le più importanti città (Milano, Torino, Mantova, Padova, Venezia, Brescia ecc ed i maggiori laghi. Poi le scelte hanno preso “strade” diverse. Si è deciso di puntare sui percorsi, molto più inquinanti, su gomma.
La realizzazione dell’idrovia è proseguita fino agli anni 80. Sono stati complessivamente realizzati 10,5 km di scavo, 13 sovrapassi, 2 conche di navigazione, 1 ponte ferroviario. Il costo (da attualizzare ai giorni nostri) è stato di oltre 45 miliardi di lire.
Ora ,dopo i tragici fatti alluvionali del 2010 che hanno di fatto imposto di ripensare al’opera prima di tutto come salvezza dalle grandi alluvioni e con l’assegnazione al consorzio di aziende vincitrici (Technital e Beta Studio) del bando di gara europeo per la redazione del progetto preliminare, si apre una nuova fase.
La gara europea impone lo studio della migliore soluzione per scavare i 17 km che mancano per completare l’opera che salvi (assieme all’indispensabile manutenzione delle disastrate rive dei nostri fiumi ed al completamento dei bacini di laminazione a nord di Vicenza) dalle grandi alluvioni una vasta aera di quasi 1.000.000 di persone. Alla fine di una importante serie di studi sull’impatto, di ogni tipo dell’opera, si darà corso ala progettazione preliminare. In questa fase è fondamentale l’apporto dei cittadini attraverso le amministrazioni locali ed i nostri comitati. Dobbiamo fornire alla regione, ed ai progettisti, le indicazioni sulle migliori soluzioni da adottare per i nostri territori. Per rendere la via d’acqua utile a ricomporre un territorio devastato da decine e decine di zone industriali (alcune diventate pressoché deserte dalla crisi economica) da inutili rotonde, tombinature dei fossi
Questa cementificazione “selvaggia” ha dato al Veneto il triste primato di suolo occupato (oltre il 10% del totale).
Rispondendo ad una domanda del pubblico, Antonio Draghi ha confermato l’utilità dell’idrovia anche per il territorio Mirese, contro gli allagamenti che già oggi interessano i territori e come riserva di acqua per l’agricoltura.
L’utilità dell’idrovia è fondamentale, ha affermato Draghi, anche per l’intera laguna c on l’apporto di sedimenti (controllabili dalle chiuse che rendono l’idrovia un canale e non un fiume) che oggi escono dalla bocche di porto in altre 1.000.000 di mc l’anno.
E’ stato lanciato nel finale di serata un appello, del Comitato Brenta Sicuro, che ha organizzato con Legambiente “La Sarmazza” la serata.
L’appello, lanciato da Marino Zamboni, è diretto alla partecipazione, al coinvolgimento per completare quest’opera. Solo con la pressione dei primi cittadini di oltre 30 comuni, che hanno votato al’unanimità in consiglio comunale , la mozione per il completamento dell’opera idrovia ria – e la concomitanza dell’arresto dell’assessore regionale Chisso che dell’idrovia aveva altre aspettative (leggi Camionabile)- ora abbiamo gli studi che porteranno ala progettazione preliminare.
Solo con la continua pressione dei cittadini, accompagnata dai suggerimenti per redarre il migliore progetto possibile, avremmo, in futuro, l’interesse della politica ragionale e nazionale ed il completamento dell’opera. Dobbiamo costantemente vigilare.
Grazie a Legambiente Piove di Sacco per averci ospitato.
Festa del Sorriso a Bojon 20 Giugno 2015
Partecipazione sabato 20 Giugno alla Festa del Sorriso di Bojon, bella occasione per parlare con i cittadini sempre più interessati agli sviluppi sull'idrovia.
Ricordiamo inoltre che siete sempre tutti invitati alle nostre riunioni che sono occasioni di confronto e sviluppo di nuovi progetti.
Ricordiamo inoltre che siete sempre tutti invitati alle nostre riunioni che sono occasioni di confronto e sviluppo di nuovi progetti.
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