Visualizzazione post con etichetta rischio idraulico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rischio idraulico. Mostra tutti i post

lunedì 11 febbraio 2019

Quando la raccolta rifiuti viene fatta a Venezia

Ieri, 10 febbraio, un' equipe di gondolieri sub ha provveduto a ripulire i fondali dei canali di Canareggio a Venezia raccogliendo ben 600 chilogrammi di rifiuti. Tra il materiale raccolto molti pneumatici dismessi e persino sanitari da bagno.



domenica 10 febbraio 2019

A Cartigliano (VI) si ripuliscono gli argini

Oggi, a Cartigliano (VI), ha avuto luogo una fantastica iniziativa di raccolta rifiuti lungo l'argine del fiume Brenta! L'importanza di queste iniziative diminuiscono gli inquinanti presenti nell'ambiente oltre a quelli che potrebbero finire nell'alveo del fiume andando anche ad evitare l'accumulo di rifiuti nei punti più critici durante le piene, con la conseguente difficoltà di scorrimento dell'acqua.




sabato 9 febbraio 2019

Sotto sorveglianza i piloni del ponte Brenta - Cunetta

Dopo la segnalazione fatta dai tecnici del Genio Civile di Padova. Le dimensioni dei piloni costituirebbero un intralcio al deflusso delle acque in caso di emergenza maltempo.

Fonte: Il Gazzettino 06/02/2019

mercoledì 30 gennaio 2019

"Amiamo il nostro fiume Bacchiglione"

Nasce la pagina "AMIAMO IL NOSTRO FIUME BACCHIGLIONE", Ideale "punto d'incontro" per studi, incontri e sopratutto iniziative, che riguardano il fiume Bacchiglione con il suo territorio.
La pagina rappresenta, inoltre, un semplice punto d'incontro di varie realtà, di amici che hanno un unico e forte punto in comune: l'amore per il territorio ed in particolar modo per il fiume Bacchiglione.
A breve verrà organizzata una giornata di pulizia del nostro fiume, con la richiesta d'aiuto a tutte le amministrazioni che si affacciano sul basso corso del fiume Bacchiglione, ad ogni associazione, ai cittadini.
La pagina è un "cantiere aperto" ad ogni esperienza e collaborazione, in nome del Bacchiglione. Speriamo che in tanti (amministratori, associazioni, cittadini) rispondano all'appello!



domenica 20 gennaio 2019

Aggiornamento del piano per il recupero geologico e ambientale della Laguna di Venezia


Datati ma molto importanti i dati presenti nel documento in allegato. Nel 2012 il Ministero per l'Ambiente ha messo nero su bianco e sottoscritto, l'importanza dell'idrovia per l'apporto di sedimenti in laguna (pagg. 20 e 21) su proposta del Magistrato delle Acque.



Aggiornamento del piano per il recupero geologico e ambientale della Laguna di Venezia

martedì 15 gennaio 2019

Po, Brenta, Tidone ma anche laghi di Como, Iseo e Maggiore sono tutti sotto la media.

La mancaza di precipitazioni e di abbondanti nevicate registrate negli ultimi messi hanno portato a livello di criticità numerevoli fiumi tra cui il Brenta. Infatti, arriva dal Veneto la prima segnalazione territoriale di diffusa criticità idrica. Ad esserne interessata è il comprensorio del fiume Brenta, le cui portate scendono a  valori minimi preoccupanti  (15 metri cubi al secondo), che costringono il locale Consorzio di bonifica a gestire, con oculatezza, le derivazioni nelle rogge per garantire l’aspetto igienico-sanitario, la sopravvivenza di fauna e flora (in particolare quelle acquatiche), l’alimentazione di piccoli bacini, la ricarica della falda, gli usi industriali.
“La situazione è preoccupante soprattutto in previsione dei mesi più caldi; per ora la campagna riposa ma, in assenza di manto nevoso, rischiamo di non avere riserve idriche per i momenti di necessità” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
Nonostante lo stato di emergenza si potrebbe approfittare del livello basso delle acque per ripulire gli alvei dalla quantità di rifiuti e ramaglie presenti.




lunedì 14 gennaio 2019

Tra i cimiteri degli alberi lungo le rive del Brenta.

Un argomento delicato quello degli alberi lungo gli argini. Ma qual'è il rischio? L’argine a Campese (VI) in destra Brenta sembra un campo di battaglia. Ne sa qualcosa la famiglia Pontarollo, che vive in contrà Fietto, a tu per tu con il fiume. Dietro la loro casa si contano a decine gli alberi riversi sull'argine, su un fazzoletto di terra lungo qualche centinaia di metri. Intrappolati nella sterpaglia, nel bel mezzo del greto oggi in larga parte asciutto per la siccità in corso. Alberi crollati, spazzati via dalla furia del vento che ha investito questa parte del fiume a fine ottobre, nelle stesse ore in cui il resto della città affrontava la grande piena che per poco non si portava via anche il Ponte degli Alpini.
«Abbiamo previsto una serie di attività di recupero e di pulizia degli argini del Brenta – conferma l’assessore ai lavori pubblici di Bassano Roberto Campagnolo -. Le operazioni dovrebbero partire in febbraio». Operazioni che, se la scarsità di piogge dovesse prolungarsi ancora, potrebbero essere agevolate proprio dalla siccità. Anche nell’argine tra Nove e Cartigliano la situazione non è del tutto tornata alla normalità. Più che con il vento, qui le rive hanno dovuto fare i conti con gli alberi crollati a monte e trascinati a valle dalla furia del fiume. Ci sono ancora diversi esemplari incastrati, in particolare sulla riva destra a sud del ponte della superstrada.







 

sabato 12 gennaio 2019

Alluvione 1966. Testimonianze video.

Alcuni documenti video sull'alluvione del 1966 che ha colpito il Nord Est.

Acqua granda a Venezia - 4 novembre 1966

Alluvione novembre 1966


 

08/11/2014 Noventa ricorda l'alluvione del 1966 (con la presenza del nostro Comitato)


martedì 8 gennaio 2019

Servizio sull'alluvione di Ottobre-Novembre 2018

Il 31 ottobre 2018 il nostro Marino Zamboni è stato ospite di TV7 assieme al Prof. Luigi D'Alpaos ed al Vicepresidente dell'ANCI Veneto Elisa Venturini per parlare di rischio idrogeologico e sicurezza idraulica.




domenica 6 gennaio 2019

Regione Veneto stanzia 15 milioni per la sicurezza idraulica

Manovra significativa nei giorni passati. La Regione Veneto ha infatti stanziato 15 milioni di euro dedicati alla sicurezza idraulica sul nostro territorio. Speriamo questo sia solo l'inizio di una serie di opere per la messa in sicurezza dal punto di vista idraulico del nostro territorio.

Articolo completo: Piove di Sacco: sicurezza idraulica, dalla Regione 15 milioni

venerdì 21 dicembre 2018

Lavori di alcuni dei nostri membri

Vi presentiamo dei lavori svolti da un paio di membri del nostro Comitato.

Nicola Romanato, laureato all' Università degli studi Padova,  ha svolto un lavoro di analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive nelle Dolomiti vicino a Cortina d’Ampezzo (BL).

Alessandro Menegazzo, laureato all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha svolto, invece, un lavoro sul cambiamento climatico e le vulnerabilità ambientali dell'entroterra del veneziano.


Entrambi i lavori sono consultabili ai seguenti link:

Analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive a Cortina D'Ampezzo (BL) Italia 

Cambio climatico e vulnerabilità ambientale nell'entroterra di Venezia 


lunedì 31 ottobre 2016

Alluvione ed alluvioni in Veneto; alcune riflessioni di Emanuele Martino

Riportiamo un interessantissimo articolo redatto dal nostro amico Emanuele Martino, da anni impegnato al nostro fianco nella lotta per difendere il Veneto e i suoi cittadini da altre tragedie, disastrose, come quelle accadute nel 1966 e nel 2010. A fine articolo è presente il link al suo blog personale, buona lettura.

A sei anni dalla drammatica all’alluvione del 2010, e dopo mezzo secolo dall’alluvione del
1966, vi invio un mio articolo di riflessione, che pubblicherò sul mio blog
emanuelemartino.wordpress.com e su http://www.acqueurbane.it.
Se c’è qualche inesattezza o qualche riflessione che volete fare potete
inserire un commento a fondo pagina, rispondo volentieri.
I temi sono:
1 – Le opere necessarie alla salvaguardia idraulica post 1966
2 – Le responsabilità politiche della mancata realizzazione
3 – La solidarietà e l’aiuto reciproco nei giorni drammatici dell’alluvione
4 – Gli argini sono stati rotti dall’uomo?
5 – L’idrovia Padova-mare nel sistema delle opere da realizzare
1 – Dopo l’evento alluvionale del 1966 una commissione di esperti, la Commissione de Marchi,
indicò quali erano le opere da realizzare per la messa in sicurezza dei fiumi del Veneto
Per chi volesse scaricare i corposi atti di tale Commissione li può trovare sul sito del Censu:
http://www.censu.it/relazione-de-marchi/
Ma dei vari serbatoi “a esclusivo uso di piena”, da realizzare in montagna per trattenere
all’occorrenza le acque, venne realizzato solo quello del Ravedis sul fiume Meduna, e solo
perché aveva una funzione elettro-irrigua. Ricordo che nel 2010 la diga del Corlo trattenne
parte delle acque del Cismon, importante tributario del Brenta (“el Brenta no xe Brenta se il Cismon no geh dà na spenta”).
2 – Dopo l’alluvione del 1966, complice la stasi idrologica (non ci furono altri eventi gravi),
il fronte contrario alla realizzazione delle dighe “prese piede”; inoltre una classe politica a
livello nazionale e locale assolutamente inadeguata, invece di procedere alla realizzazione di tali “grandi opere” e di operare sulla gestione del consenso con la cittadinanza lasciò che si procedesse ad un dissennato consumo del territorio, con creazione di zone
industriali/artigianali un po’ ovunque e un’ingente cementificazione del territorio, in
aggiunta ad una progressiva polverizzazione delle competenze in materia idraulica tra vari
Enti.
Basti solo pensare che oggi la modifica dell’invaso della diga di Meda sull’Astico è impedito
dalla collocazione di una zona industriale.
Il consumo di suolo in Italia è stato stimato in 4 metri quadri al secondo, dati ISPRA 2016.
3 – Sia l’alluvione del 1966 che quella del 2010 con il loro carico di distruzione, perdita di
vite umane, perdita di abitazioni e ingenti danni materiali, misero in moto un’ondata di
solidarietà, dagli angeli del fango di Firenze, all’ospitalità degli sfollati, alle raccolte
alimentari e fondi. Questo è un dato che va ricordato, perché la solidarietà e la vicinanza a
chi ha avuto l’unica sfortuna di avere la casa in un terreno più basso del tuo (io abito a
Nord-Ovest della rotta) non devono mai mancare.
4 – In entrambe le alluvioni (1966 e 2010) si è parlato di rotte causate per far defluire
l’acqua in certe aree, privilegiando la salvezza di altre.
In particolare tale “ipotesi” è stata formulata per la rotta dell’argine del Piovego nel 1966 e
per la rotta dell’argine del Roncajette a Ponte san Nicolò nel 2010.
Ebbene nel primo caso la rotta è stata purtroppo “favorita” dall’uso della sommità arginale
destra come percorso carrabile, quindi 30 cm più basso dell’altro argine, cosa che di fatto
protesse la Zona Industriale di Padova, all’epoca sviluppata principalmente a Nord del Piovego.
Nel secondo caso le indagini dei Carabinieri prima e della Procura della Repubblica non
dimostrarono interventi da parte dell’uomo.
Nel caso della procura “le alluvioni che hanno colpito in particolare i comuni di Casalserugo, Bovolenta, Selvazzano e Ponte San Nicolò hanno un colpevole ed è la cattiva gestione da parte della politica” … “le norme che disciplinano i corsi d’acqua sono farraginose. Tutta la procedura normativa è di difficile interpretazione” (Gazzettino 1/3/2016). Quindi non un intervento di rottura di un argine ma il sedimentarsi di responsabilità tra vari Enti, in un pluridecennale accavallarsi di norme e
passaggi di competenze.
Ebbene sarebbe bene che tali “ipotesi” non distogliessero l’attenzione dalla necessità,
improrogabile e irrinunciabile, di monitorare e mantenere in perfetto stato gli argini dei
fiumi, soprattutto quelli soggetti a forti stress in condizioni di piena.
5 – In questo quadro diventa improrogabile il completamento dell’Idrovia Padova-mare, in quanto tassello importante per la gestione dello svaso delle acque del sistema Brenta-Bacchiglione (i due fiumi sono strettamente connessi), come indicato dagli studi del prof. d’Alpaos fin dalla metà degli anni Novanta e come richiesto in più occasioni dai Comitati Uniti per il completamento dell’Idrovia e dal Comitato Intercomunale Brenta Sicuro, e come indicato subito dopo la piena del 1966 dall’ing. Gusso, uno dei progettisti dell’Idrovia stessa, monito purtroppo dimenticato.
Aver valutato l’Idrovia dal solo punto di vista trasportistico, senza averne approfondito prima d’ora gli aspetti di rilevanza idraulica e di valenza come corridoio ambientale, è stato limitante ed errato, ed oggi si deve porre rimedio.
Fonti:
Luigi d’Alpaos intervista in: http://nuovavenezia.gelocal.it/regione/2010/11/13/news/d-alpaos-
ecco-perche-siamo-andati-sott-acqua-e-succedera-di-nuovo-1.1355557
http://www.unipd.it/ilbo/content/alluvioni-veneto-si-sapeva-anticipo
Sulla Diga di Meda http://video.repubblica.it/cronaca/piovene-rocchette-la-diga-mai-
realizzata/58879/57810
Sugli angeli del fango di Firenze: Erasmo d’Angelis, “Angeli del fango. La meglio gioventù
nella Firenze dell’alluvione a 50 anni di distanza”, Giunti, Firenze, 2016.
La rotta dell’argine del Piovego:http://www.comune.vigonovo.ve.it/upload/1/dialogo-15.pdf
Le rotte del 2010:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2010/10-dicembre-2010/alluvione-
argini-ko-fu-solo-colpa-dell-acqua-18146884306.shtml (indagine carabinieri)
Corriere del Veneto, 01/03/2016, Alluvione 2010 inchiesta verso l`archiviazione
Gazzettino, 01/03/2016, Colpa della politica , ma nessun responsabile (indagine Procura)
L’idrovia Padova-mare:
Luigi d’Alpaos, “Fatti e misfatti di idraulica lagunare”, IVSLA, 2010.
L. Scalco, “L’idrovia Venezia-Padova tra storia e politica. Un’antica aspirazione, una «fusione
d’intenti»?”, Cleup, 2004.
Articolo originale: https://emanuelemartino.wordpress.com/2016/10/31/alluvione-ed-alluvioni-in-veneto-alcune-riflessioni/
Blog integrale: https://emanuelemartino.wordpress.com/

mercoledì 14 settembre 2016

Appuntamenti della mostra fotografica itinerante sull'alluvione del 1966


In occassione del 50esimo anniversario, il consorzio di bonifica Bacchiglione ha organizzato diverse serate a tema sull'alluvione del 66 che ha messo in ginocchio gran parte del Veneto! E' importante ricordare il passato per intervenire al meglio sul futuro! Partecipiamo!

14/09/2019 PRIMA SERATA DELLA MOSTRA ITINERANTE DEL CONSORZIO A VIGONOVO (VE)



LA LEZIONE DEL ‘66. COSA ABBIAMO IMPARATO 50 ANNI DOPO LA GRANDE ALLUVIONE?

MERCOLEDI' 14 SETTEMBRE - Ore 20:30 - Villa Zanon DI VIGONOVO (Municipio).
Conferenza ed inaugurazione mostra fotografica itinerante per non dimenticare l’alluvione del ‘66.
Progetto e proposta che il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha curato con i comuni del bacino Sesta Presa in occasione del 50° anno dal tragico evento.
Intervento di Legambiente Sarmazza Saonara - Vigonovo e Comitato Brenta Sicuro.
ore 21:30 - Rotonda di fronte al Municipio - Villa Zanon.
Serata dedicata al ricordo di Vigonovo e della sua storia nel 50° anno dall’alluvione del ’66. La rotonda davanti al Municipio sarà per l’occasione straordinariamente chiusa al traffico e diventerà una piazza ad uso pedonale, dove si esibiranno artisti e da dove sarà possibile ammirare il fascino e apprezzare il prestigio di Villa Zanon, sede del nostro comune. Saranno aperti al pubblico gli spazi del municipio e le sue meravigliose stanze.
Durante la serata, sulla rotonda stradale, si alterneranno le musiche suonate dal vivo da tre nomi straordinari della nostra musica e che Vigonovo in questa occasione ha la fortuna di presentare.
Venezia e l’affine convivenza con un mondo fatto d’acqua, di fiumi e di canali fanno di GUALTIERO BERTELLI, la sua voce ed i suoi strumenti il cantautore più adatto a raccontarci quanto vicina sia la laguna, la sua storia e le sue genti.
La Riviera del Brenta scritta, descritta e cantata da un rapper che ha unito il nostro dialetto ai suoni e agli stilemi della cultura musicale del rap. HERMAN MEDRANO.
Il Brenta come ogni fiume ha caratterizzato e condizionato le vite delle popolazioni e dei paesi. Anche in America i fiumi fanno il loro corso e proprio le acque del Mississippi sono state la culla di un genere musicale unico come il blues. KRIS BLUES BAND ci porterà con i suoi suoni in una terra che non è poi così lontana.




giovedì 25 agosto 2016

2 SETTEMBRE 2016 A CAMPOLONGO MAGGIORE - TI ASPETTIAMO

Sei invitato anche tu alla riunione che si terrà presso la sede del Gruppo Archeologico Mino Meduaco a Campolongo Maggiore in via Lova 139 per parlare delle più attuali tematiche che si possono affrontare nel nostro territorio sul piano della sicurezza idraulica:


  • PUNTO DELLA SITUAZIONE SULLA SICUREZZA DEL NOSTRO BRENTA E DEL BACCHIGLIONE
  • STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI SULL'IDROVIA PADOVA-MARE
  • IDEE ED APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO AUTUNNO


sabato 20 agosto 2016

Le risposte dell'amministrazione della Regione Veneto alle nostre domande

L'amministrazione regionale del Veneto, attraverso gli assessori competenti Gianpaolo Bottacin, Elisa De Berti e Roberto Marcato, risponde alle domande cha abbiamo posto, e consegnato, direttamente al presidente della Regione Veneto Luca Zaia lo scorso 1 giugno. Nei prossimi giorni le nostre controdeduzioni.







lunedì 28 settembre 2015

Brenta sicuro con Legambiente per Puliamo il mondo 2015

Tutti presenti per puliamo il mondo con Legambiente "Sarmazza", Saonara e Vigonovo

L'acqua : oro blu e rischio idraulico






La giornata è stata densa di interventi. Si è parlato di attività dei sindaci, del ruolo dei consorzi, di progettazione, piani delle acque, di autorità di bacino, manutenzione rive dei fiumi, del progetto idrovia e della sua storia, di agricoltura sostenibile, di cambiamenti climatici e quindi di resilienza.
Molti relatori ed intervenuti hanno offerto spunti interessanti,il dibattito che ne è seguito è stato vivo e concreto. Le idee esposte saranno senz'altro oggetto di nostri approfondimenti.
In allegato la relazione “sintetica” dell'incontro (visto il numero e lo spessore degli interventi non siamo riusciti a tagliare di piu’).
Un commento agli interventi ed alla giornata sarebbe graditissimo.







Post in evidenza

------>Calendario Eventi<------