La Repubblica Veneziana si è da sempre trovata a dover affrontare una situazione idrologica molto particolare, vista la presenza sul territorio di molti corsi d'acqua, tra cui Brenta e Bacchiglione, fiumi di origine prealpina con una portata di acqua consistente.
In questo articolo si ripercorrono alcuni eventi salienti tra l'Ottocento e il Novecento.
venerdì 28 dicembre 2018
lunedì 24 dicembre 2018
sabato 22 dicembre 2018
Progetto COOP Alleanza "IO SÌ"
Anche il Comitato Intercomunale Brenta Sicuro è presente tra i progetti della campagna "Io sì" promossa da COOP Alleanza!
Qual'è il nostro obiettivo?
La condivisione delle pulizie arginali, oltre a
restituire decoro ad aree spesso degradate, dimostra che si può avere un
impatto positivo sul territorio. Il progetto comprende giornate di pulizia del fiume Brenta, incontri di informazione e divulgazione, e giornate di formazione
con le scuole, per far conoscere la storia del fiume alla cittadinanza,
valorizzarlo e presentare rischi e opportunità del grande corso
d’acqua. Sarà realizzata, inoltre, una guida pieghevole da distribuire
nelle scuole dei Comuni coinvolti dall'iniziativa, con la storia, le
peculiarità, le caratteristiche ambientali, il rischio idraulico del fiume Brenta.
Come posso contribuire?
Direttamente dal sito di COOP Alleanza oppure presso i punti vendita aderenti - filiali di SELVAZZANO DENTRO (Selvazzano), CADONEGHE (Cadoneghe), PADOVA (Padova - Via degli Zabarella,
Padova - Viale della Pace,
Ponte San Nicolo), VIGONZA (Ipercoop Vigonza), SANT'ANGELO DI PIOVE DI SACCO (Sant' Angelo) - dove saranno presenti i membri del comitato!
Non esitate a contattarci se avete bisogno di altre informazioni!
venerdì 21 dicembre 2018
Lavori di alcuni dei nostri membri
Vi presentiamo dei lavori svolti da un paio di membri del nostro Comitato.
Nicola Romanato, laureato all' Università degli studi Padova, ha svolto un lavoro di analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive nelle Dolomiti vicino a Cortina d’Ampezzo (BL).
Alessandro Menegazzo, laureato all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha svolto, invece, un lavoro sul cambiamento climatico e le vulnerabilità ambientali dell'entroterra del veneziano.
Entrambi i lavori sono consultabili ai seguenti link:
Analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive a Cortina D'Ampezzo (BL) Italia
Cambio climatico e vulnerabilità ambientale nell'entroterra di Venezia
Nicola Romanato, laureato all' Università degli studi Padova, ha svolto un lavoro di analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive nelle Dolomiti vicino a Cortina d’Ampezzo (BL).
Alessandro Menegazzo, laureato all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha svolto, invece, un lavoro sul cambiamento climatico e le vulnerabilità ambientali dell'entroterra del veneziano.
Entrambi i lavori sono consultabili ai seguenti link:
Analisi del campo elettrico atmosferico generato da precipitazioni convettive a Cortina D'Ampezzo (BL) Italia
Cambio climatico e vulnerabilità ambientale nell'entroterra di Venezia
Anche Albignasego firma la mozione per il completamento Idrovia
Ieri sera in Consiglio Comunale è passata, con voto unanime, la mozione per il completamento dell'Idrovia Padova - Mare.
La proposta, presentata dall'Assessore Maurizio Falasco in concomitanza con il nostro Comitato e il circolo Legambiente di Albignasego, ha ottenuto il pieno consenso di tutti i presenti. Il voto di Albignasego è importante poiché si aggiunge ai già 30 comuni favorevoli al completamento dell'Idrovia Padova - Mare.
Approfondimento: PadovaToday
La proposta, presentata dall'Assessore Maurizio Falasco in concomitanza con il nostro Comitato e il circolo Legambiente di Albignasego, ha ottenuto il pieno consenso di tutti i presenti. Il voto di Albignasego è importante poiché si aggiunge ai già 30 comuni favorevoli al completamento dell'Idrovia Padova - Mare.
Approfondimento: PadovaToday
mercoledì 19 dicembre 2018
BRUXELLES - Dopo oltre dodici ore di negoziato, le istituzioni Ue hanno
raggiunto l'accordo che prevede restrizioni alla commercializzazione e
all'uso di oggetti monouso in plastica. Dal 2021 saranno vietati
posate e piatti, cannucce, contenitori per alimenti e tazze in
polistirolo espanso (come le scatole di fast food), bastoncini di cotone
per i prodotti dell'igiene tipo cotton fioc. Per altri
prodotti ci saranno obiettivi di riduzione. Per le bottiglie in Pet per
bevande, per esempio, viene fissato un obiettivo vincolante di almeno il
25% di plastica riciclata dal 2025 in poi, calcolato come media per lo
Stato membro. Nel 2030 tutte le bottiglie di plastica dovranno
rispettare un obiettivo di almeno il 30% di contenuto riciclato.
[Fonte ANSA]
Un risultato importante quello raggiunto dalle Istituzioni Europee sulla restrizione delle plastiche cosiddette "monouso". Esse sono uno dei principali contributi alla produzione di rifiuti che molto spesso vanno a finire nell'ambiente. Posate, piatti, cannucce sono impiegate per avvenimenti "fuori porta" e sono poi gettate nei cestini che si trovano sul luogo, quando non abbandonate illegalmente. Con il vento, sono poi trasportate all'interno dei corsi d'acqua peggiorando non solo la qualità dell'acqua stessa, ma creando un pericolo in corrispondenza delle chiuse, ostacolando la massa d'acqua che viene rallentata aumentando il rischio esondazioni.
martedì 18 dicembre 2018
Rischio idrogeologico e rischio idraulico: di cosa stiamo parlando?
L’idrogeologia è la disciplina delle scienze geologiche che studia le acque sotterranee, anche in rapporto alle acque superficiali. Nell’accezione comune, il termine dissesto idrogeologico viene invece usato per definire i fenomeni e i danni reali o potenziali causati dalle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee. Le manifestazioni più tipiche di fenomeni idrogeologici sono frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe.
Nel sistema di allertamento il rischio è differenziato e definito come:
Il rischio idrogeologico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici lungo i versanti, dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua della la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane.
Il rischio idraulico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d’acqua principali.
In Italia il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza.
Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio ai dissesti idrogeologici, rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia (distribuzione dei rilievi) complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi. Il tempo che intercorre tra l’inizio della pioggia e il manifestarsi della piena nel corso d’acqua può essere dunque molto breve. Eventi meteorologici localizzati e intensi combinati con queste caratteristiche del territorio possono dare luogo dunque a fenomeni violenti caratterizzati da cinematiche anche molto rapide (colate di fango e flash floods).
Il rischio idrogeologico è inoltre fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano e aumentato l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.
La frequenza di episodi di dissesto idrogeologico, che hanno spesso causato la perdita di vite umane e ingenti danni ai beni, impongono una politica di previsione e prevenzione non più incentrata sulla riparazione dei danni e sull’erogazione di provvidenze, ma sull’individuazione delle condizioni di rischio e sull’adozione di interventi per la sua riduzione.
Provvedimenti normativi hanno imposto la perimetrazione delle aree a rischio, e si è sviluppato inoltre un sistema di allertamento e sorveglianza dei fenomeni che, assieme a un’adeguata pianificazione comunale di protezione civile rappresenta una risorsa fondamentale per la mitigazione del rischio, dove non si possa intervenire con misure strutturali.
[Fonte: Protezione Civile]
Nel sistema di allertamento il rischio è differenziato e definito come:
Il rischio idrogeologico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici lungo i versanti, dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua della la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane.
Il rischio idraulico, che corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d’acqua principali.
In Italia il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza.
Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio ai dissesti idrogeologici, rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia (distribuzione dei rilievi) complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi. Il tempo che intercorre tra l’inizio della pioggia e il manifestarsi della piena nel corso d’acqua può essere dunque molto breve. Eventi meteorologici localizzati e intensi combinati con queste caratteristiche del territorio possono dare luogo dunque a fenomeni violenti caratterizzati da cinematiche anche molto rapide (colate di fango e flash floods).
Il rischio idrogeologico è inoltre fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano e aumentato l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.
La frequenza di episodi di dissesto idrogeologico, che hanno spesso causato la perdita di vite umane e ingenti danni ai beni, impongono una politica di previsione e prevenzione non più incentrata sulla riparazione dei danni e sull’erogazione di provvidenze, ma sull’individuazione delle condizioni di rischio e sull’adozione di interventi per la sua riduzione.
Provvedimenti normativi hanno imposto la perimetrazione delle aree a rischio, e si è sviluppato inoltre un sistema di allertamento e sorveglianza dei fenomeni che, assieme a un’adeguata pianificazione comunale di protezione civile rappresenta una risorsa fondamentale per la mitigazione del rischio, dove non si possa intervenire con misure strutturali.
[Fonte: Protezione Civile]
lunedì 17 dicembre 2018
Anche Pianiga approva la mozione per il completamento dell’idrovia
Durante il Consiglio Comunale del Comune di Pianiga è stata approvata con larga maggioranza la mozione presentata dal Comitato Comunale Brenta Sicuro per il completamento dell'Idrovia Padova - Venezia.
Articolo completo su "Il Sesante News"
Articolo completo su "Il Sesante News"
domenica 16 dicembre 2018
IL BLOG TORNA ATTIVO!
A partire da oggi il blog del Comitato Brenta Sicuro tornerà ad essere aggiornato il più possibile con le ultime novità riguardo al territorio, agli eventi ed agli incontri organizzati!
Gestire un blog richiede risorse e personale che solo ora siamo in grado di fornire nuovamente. Ci dispiace non avervi più aggiornato, ma ora siamo tornati operativi!
Assicuratevi di seguire anche la nostra pagina Facebook o di attivare le notifiche feed di google, il tutto tramite i badge che trovate sulla destra della pagina! Se avete qualche curiosità e qualche notizia che volete condividere con noi, non esitate a contattarci!!!
Alessandro
giovedì 3 novembre 2016
Le attività di Brenta Sicuro dal punto di vista di uno studente
Mi chiamo Nicola, sono membro di Brenta Sicuro da pochi mesi, e sono iscritto al secondo anno di Università. Fin da subito, ho apprezzato l'ambiente concreto e sincero che creano le persone che formano questo Comitato. Temevo che, svolgendo il proprio lavoro parallelamente al mondo politico, il Comitato fosse influenzato da partiti o movimenti, e di conseguenza fosse più un insieme di chiacchiere grossolane che di interventi pratici per il ripristino della messa in sicurezza del nostro territorio.
Tuttavia, a smentire le mie paure, ci ha pensato senza timore il calendario degli appuntamenti. In poco meno di due mesi abbiamo organizzato, con l'aiuto dei diversi comuni del Veneziano e del Padovano, sopralluoghi in campo e serate a tema sulla sicurezza idraulica, non solo limitandoci ad esporre il tema ma anche invitando diversi testimoni e docenti universitari; decine di chilometri le distanze che abbiamo battuto a tappeto tutti insieme, armati di scarponi, di sacchi e di guanti, raccogliendo dal più ingombrante dei rifiuti al minimo pezzo di plastica abbandonato lungo argini, strade e scoli secondari. Tonnellate i rifiuti raccolti con le nostre mani (nessuno strumento particolarmente sofisticato è necessario) e poi spediti agli eco-centri delle diverse amministrazioni, come potrebbe agilmente e gratuitamente fare ciascuno di noi. Non c'è bisogno di muovere l'auto o il furgone per deporre i rifiuti lungo gli argini o piazzole isolate. Basta recarsi all'eco-centro di riferimento, che è finanziato direttamente dalle tasse già pagate (TARI) obbligatoriamente da ciascun cittadino. Non esiste un motivo abbastanza valido per abbandonare lattine, bottiglie in vetro, in plastica, televisori, estintori, pneumatici, rifiuti edili e tanto altro ancora può essere citato.
Molti dei rifiuti che abbiamo raccolto sono di materiale plastico non biodegradabile, per cui secondo me, un modo intelligente di salvaguardare l'ambiente potrebbe essere l'obbligare, tramite decreti legge immediati, i grandi industriali della plastica ad abbandonare le materie di sintesi che non possono essere scomposte dai microorganismi presenti nella lettiera, favorendo la commercializzazione delle plastiche in amido, le così dette Mater-Bi (presenti nei comuni sacchetti dell'umido).
In queste giornate di raccolta, mi sono reso conto che il senso di non-civiltà di alcuni di noi, che oltre ad ignorare i danni alla salute causati dai rifiuti dispersi da loro per l'ambiente, è accompagnato da un profondo disinteresse per i soldi che versano ogni anno in tasse. Piccolo indizio per le amministrazioni locali a sostenere più campagne informative durante il corso dell'anno, magari incentivate con premi o detrazioni fiscali ai cittadini che meglio si comportano nei confronti del nostro ambiente.
Tuttavia, a smentire le mie paure, ci ha pensato senza timore il calendario degli appuntamenti. In poco meno di due mesi abbiamo organizzato, con l'aiuto dei diversi comuni del Veneziano e del Padovano, sopralluoghi in campo e serate a tema sulla sicurezza idraulica, non solo limitandoci ad esporre il tema ma anche invitando diversi testimoni e docenti universitari; decine di chilometri le distanze che abbiamo battuto a tappeto tutti insieme, armati di scarponi, di sacchi e di guanti, raccogliendo dal più ingombrante dei rifiuti al minimo pezzo di plastica abbandonato lungo argini, strade e scoli secondari. Tonnellate i rifiuti raccolti con le nostre mani (nessuno strumento particolarmente sofisticato è necessario) e poi spediti agli eco-centri delle diverse amministrazioni, come potrebbe agilmente e gratuitamente fare ciascuno di noi. Non c'è bisogno di muovere l'auto o il furgone per deporre i rifiuti lungo gli argini o piazzole isolate. Basta recarsi all'eco-centro di riferimento, che è finanziato direttamente dalle tasse già pagate (TARI) obbligatoriamente da ciascun cittadino. Non esiste un motivo abbastanza valido per abbandonare lattine, bottiglie in vetro, in plastica, televisori, estintori, pneumatici, rifiuti edili e tanto altro ancora può essere citato.
Molti dei rifiuti che abbiamo raccolto sono di materiale plastico non biodegradabile, per cui secondo me, un modo intelligente di salvaguardare l'ambiente potrebbe essere l'obbligare, tramite decreti legge immediati, i grandi industriali della plastica ad abbandonare le materie di sintesi che non possono essere scomposte dai microorganismi presenti nella lettiera, favorendo la commercializzazione delle plastiche in amido, le così dette Mater-Bi (presenti nei comuni sacchetti dell'umido).
In queste giornate di raccolta, mi sono reso conto che il senso di non-civiltà di alcuni di noi, che oltre ad ignorare i danni alla salute causati dai rifiuti dispersi da loro per l'ambiente, è accompagnato da un profondo disinteresse per i soldi che versano ogni anno in tasse. Piccolo indizio per le amministrazioni locali a sostenere più campagne informative durante il corso dell'anno, magari incentivate con premi o detrazioni fiscali ai cittadini che meglio si comportano nei confronti del nostro ambiente.
In conclusione, vi invito a seguire le nostre attività in questo blog e nella pagina facebook di Brenta Sicuro, poiché possiamo ridiscutere insieme la programmazione dei blitz ambientali.
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